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La cronaca, i fatti, le mode degli anni Ottanta. Un decennio complesso, per l'Italia, difficile e indecifrabile, vissuto dalla prima generazione post-ideologica
Ai posti di comando arrivavano i trentenni, facce nuove che occupavano i vertici nelle radio, nelle televisioni, nelle agenzie di pubblicità, nella moda (nella politica no perchè di quella, allora, non fragava niente a nessuno). E l'Italia, guidata finalmente dai giovani si toglieva l'abito grigio per indossarne uno più colorato, più internazionale, magari scimmiottando un po' gli inglesi e americani, ma sicuramente adottando un proprio e ben definito stile. L'Italia cambiava, e lo faceva divertendosi
La cronaca, i fatti, le mode degli anni Ottanta. Un decennio complesso, per l'Italia, difficile e indecifrabile, vissuto dalla prima generazione post-ideologica; dove la leggerezza si contrappone alla pesantezza dei Settanta, dove l'evasione e il non-sense si sostituiscono all'impegno e alle ideologie. La cultura diventa usa e getta, si viaggia di più e si è convinti di essere moderni e cosmopoliti: in realtà si è un po' naif, provinciali che imitano lo yuppismo americano. E poi i giovani: una generazione educata a colpi di telefilm, di musica d'evasione, che non si ribella più ma, anzi, sembra perfettamente allineata al sistema. All'invasione britannica di dark e metallari, l'Italia risponde con il Paninaro nostrano, teenager che ha come obiettivo il benessere a tutti i costi. Chi è nato in quegli anni non ha fatto la guerra, non ha partecipato a scontri di piazza, non ha vissuto il terrorismo, né votato per il referendum sull'aborto. Ma ha dovuto ben presto scontrarsi con il falso mito della leggerezza...
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l libro racconta la cronaca degli anni Settanta, decennio che ha segnato, in modo indelebile, la storia del nostro Paese.
l libro racconta la cronaca degli anni Settanta, decennio che ha segnato, in modo indelebile, la storia del nostro Paese. Sono stati gli anni del terrorismo, della legge sul divorzio e sull'aborto, degli scontri di piazza e della crisi, sono nate le domeniche a piedi e le targhe alterne, le tv e le radio private. Anni in cui la generazione dei ventenni faceva domande alle quali, spesso, non veniva data risposta. Perché erano domande scomode, o perché, a quella generazione, non era consentito farle. Oggi, a distanza di quarant'anni, molte pagine degli anni settanta sono ancora di attualità: il processo di Piazza Fontana, il massacro del Circeo, l'omicidio di Pasolini, il rapimento di Aldo Moro, le gesta di Vallanzasca, la tv a colori e quella di Berlusconi... Sempre più spesso capita di guardare indietro, verso quegli anni, forse per cercare un ragionamento oppure per trovare la forza di uscire dall'ovatta che sembra foderare questo primo decennio del nuovo secolo.
Questa seconda edizione si avvale di una nuova prefazion scritta da Claudio Rocchi - cantautore milnese simbolo di quel periodo - nuovi capitoli, illustrazioni e diversi aggiornamenti.
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Gianni Morelli, al suo esordio come romanziere dopo essersi occupato per anni di guide turistiche e testi di geografia, si colloca in un territorio vergine per la narrativa italiana
Amori, altopiani e macchine parlanti
Il giovane Viani Deluca parte dall’Italia di inizio Novecento alla volta degli Stati Uniti ma in poco tempo la passione per la musica e l’amore lo porteranno in Sudamerica tra spiagge e miniere, villaggi di fango e teatri d’opera, guide indigene e bizzarri professori di musica.
Tra le pieghe di questi mille episodi, anche un inedito racconto della saga di Sundance Kidd e Butch Cassidy, in fuga dagli Stati Uniti e da un’epoca che volge al tramonto.
Gianni Morelli, al suo esordio come romanziere dopo essersi occupato per anni di guide turistiche e testi di geografia, si colloca in un territorio vergine per la narrativa italiana: quello del romanzo d’avventura tanto caro alla tradizione anglosassone, soprattutto americana.
L’operazione coglie nel segno: Amori, altopiani e macchine parlanti è un appassionante susseguirsi di storie all’interno di un’unica grande storia che è la rincorsa di un sogno.
Filippo Carrara
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Aquilegia
Netclipping by PRESSToday
Sat, 19 Sep 2009 05:55:00 +0200
Un doppio ritratto sulle coppie miste nella società italiana Carlo Capello LIBRI: GAIA PERUZZI, AMORI POSSIBILI, FRANCOANGELI, PP. 224, EURO 15; ROSA PARISI, ATTRAVERSARE CONFINI, RICOSTRUIRE APPARTENENZE, AQUILEGIA, PP. 248, EURO 15 Se l'immigrazione transnazionale e le nuove forme di famiglia rappresentano due simboli delle trasformazioni della società italiana, le coppie miste costituiscono il punto di tensione dove le due linee di fuga si incrociano. Quello dei matrimoni misti è un fenomeno in crescita, che tuttavia, nonostante alcuni lavori pioneristici, non ha ancora ricevuto sufficiente attenzione da parte degli studiosi. Contribuiscono a rimediare a questa carenza i due lavori di Gaia Peruzzi e Rosa Parisi, un duplice ritratto di famiglia da cui emerge la normalità delle coppie miste e la relatività della mixité sentimentale: tutte le coppie sono in certo modo miste, perché nascono dall'incontro tra due storie di vita differenti, ed è l a reazione dell'ambiente sociale a definire una coppia come mista. Dopo la disamina del concetto di mixité sentimentale, Peruzzi descrive le numerose sfide che le coppie miste si trovano ad affrontare. Le maggiori riguardano senza dubbio le reazioni della famiglia di origine dei partner, gli amici e la comunità, di segno sostanzialmente negativo. Le coppie miste infatti sono una sfida alle convenzioni endogamiche, di origine come di classe, del mercato matrimoniale. È significativo che la diffidenza dei genitori italiani sia dovuta per lo più a questioni di status, allo scarso prestigio sociale di un partner straniero, mentre è tra amici e conoscenti che affiorano più chiaramente motivazioni di carattere xenofobo. Inoltre le coppie miste si trovano di fronte alcuni nodi peculiari: i problemi maggiori all'interno della coppia non sorgono, come vorrebbe un certo senso comune, dalla differenza di religione, perché la secolarizzazione contribuisce a disinnescare le tensioni su q uesto punto; i conflitti sembrano semmai ruotare intorno ai ruoli di genere, perché gli uomini, italiani o stranieri, hanno difficoltà ad accettare le istanze di emancipazione delle loro compagne. Rosa Parisi affronta l'argomento della mixité sentimentale da una prospettiva lievemente diversa, a partire dal caso delle coppie italo-marocchine. Il libro si concentra su due argomenti principali, i processi di «familiarizzazione» che coinvolgono il partner straniero e la ricorsività tra pubblico e privato all'interno dello spazio familiare. I due aspetti si intrecciano nel «familismo legale» che caratterizza la legislazione italiana sulla cittadinanza, per via del quale quest'ultima appare come un affare di famiglia, come un'eredità o una dote e il matrimonio con un cittadino italiano si configura come la via più semplice verso lo stato di cittadino. L'autrice indaga la vita delle coppie italo-marocchine analizzando alcuni punti chiave, in particolar modo il cibo, quale mezzo di espressione di vicinanza e di conflitto all'interno della coppia, e la parentela nella cultura marocchina, col fine di mostrare le differenze e le analogie rispetto al nostro modo di vivere i legami famigliari; concentrandosi, infine, sul tema delle leggi sulla cittadinanza, quali mezzi simbolici per costruire confini, e sui processi quotidiani di «sconfinamento» vissuti all'interno della famiglia mista. In un periodo come l'attuale, in cui il governo con il suo decreto sicurezza tende a impedire anche la mixité coniugale, queste ricerche, che affrontano seriamente le difficoltà e le opportunità di comunicazione interculturale all'interno delle coppie miste, dissipando tanti luoghi comuni, sono ancora più necessari.
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