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Montedit
Ô frosch (Al fresco)

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Ô frosch (Al fresco)

Editore: Montedit

Prezzo: 9.50 Eur

Anno: 2018
Formato: 14x20,5
Pagine: 90
Collana: Apollonia
Genere: Poesia e teatro
EAN: 9788865878989
ISBN: 978-8-86-587898-9

Nel cercare un titolo per questo libro, mi è sembrato naturale intitolarlo “Ô frosch”, espressione con la quale si indica lo stare seduti all’ombra, ma in modo particolare indica il momento di quiete, dopo una giornata di lavoro, da condividere con gli amici. Alcune poesie qui incluse sono apparse nell’agosto del 2012, in occasione della mostra dal titolo “Immagini e parole”, che ha avuto luogo nel suggestivo centro storico di San Fratello. L’esposizione curata dal fotografo Pippo Maggiore includeva fotografie di Benedetto Rubino, della prima metà del Novecento, e dello stesso Maggiore. In prima battuta pensai che scrivere testi a commento di fotografie, sarebbe stato un lavoro poco utile. Infatti, le foto contengono elementi sufficienti per poter essere apprezzate nella loro interezza, anche se prive di commenti. Poi realizzai che in fondo quegli scatti erano documenti rivelatori per chi non conosceva la vita del paese degli anni passati, ma erano anche un riconoscimento insufficiente nei confronti di chi era vissuto in quel periodo storico. Quelle foto, infatti, oltre a contenere quanto è visibile, contengono elementi che difficilmente si riescono a vedere, come ad esempio lo stato d’animo delle persone, e che pertanto un’integrazione seppure con testi poetici poteva rivelare un allargamento della visuale. Non potevo pensare solo ai ricordi dei tempi passati, ai gesti ripetuti all’infinito di chi esegue certi lavori. Mi sembrava fare un torto alla memoria di chi aveva attraversato quei tempi non privi di sofferenze, ma volevo che fosse un messaggio anche all’intelligenza di chi oggi esegue quegli stessi lavori con mezzi moderni. Quella civiltà contadina è scomparsa per fare luogo a quella tecnologica dei nostri giorni, che certamente richiede meno fatica fisica, però ha perduto molte cose legate al comportamento delle persone. E tra queste, e forse non meno importante, la ritualità di sedersi, le sere d’estate, davanti al proprio uscio e confabulare con i vicini di casa o con qualche avventore. Anche le altre poesie, ad eccezione di un paio già apparse in altre raccolte, sono state scritte in tempi diversi ed hanno origine dai ricordi e dalla realtà di un territorio che ha riversato di continuo la sua precarietà geologica sui suoi abitanti, dando origine a convinzioni di ingiustificata predestinazione nei tempi passati e di giustificato corruccio nella nostra epoca. Ho voluto includere in questa raccolta anche la traduzione di alcune nugae del Libro di Catullo. Oltre al testo latino, messo a fronte, è proposta la traduzione nel dialetto di San Fratello e l’equivalente nel dialetto siciliano. Come si potrà notare le due traduzioni si somigliano, fatta eccezione per la sintassi, e questo porta a considerare che: a) il dialetto siciliano, parlato come seconda lingua locale dagli abitanti di San Fratello, nel secolo scorso aveva una costruzione basata sulla predominante parlata galloitalica; b) per tradurre in siciliano il dialetto galloitalico, occorre fare uso della lingua siciliana in essere nel Settecento, per intenderci la stessa che avrebbe usato l’abate Giovanni Meli e che, fino alla prima metà del Novecento, nel paese nebroideo ha subito poche modificazioni, dovuto al secolare isolamento di San Fratello e alla mancanza di interazioni con i paesi vicini; c) la parlata sanfratellana è costituita in massima parte di termini della lingua siciliana antica. In conclusione, questa breve raccolta di testi sanfratellani, unitamente a tutti gli altri inclusi nella Collana “Apollonia”, e a quelli pubblicati non facendo parte di detta collana, vogliono essere memoria e sprone affinché si conservi la lingua, pure con le inevitabili modificazioni, come veicolo di informazioni sul passato di San Fratello, non più ripetibile. È pertanto necessario che le giovani generazioni ne raccolgano il testimone, con la consapevolezza che il raffronto con le tradizioni e le culture di altre realtà sociali e la loro reciproca accettazione sono gli elementi su cui si fonda la pacifica convivenza. Benedetto Di Pietro

Questo prodotto è stato aggiunto al nostro catalogo il venerdì 01 giugno, 2018.
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